Omelia mons. Ruini per il XXX Anniversario RnS

Omelia del Cardinale Camillo Ruini
in occasione del XXX anniversario di nascita
del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia

 

Basilica di San Giovanni in Laterano, 14 marzo 2002
Liturgia della Parola: Isaia 63, 7-9;
Salmo 113 (112); Vangelo di Luca 10, 17-21

 

 

 Mi unisco con viva gioia a tutti voi che, in questa Celebrazione eucaristica, affidate al sacrificio eucaristico del Signore Gesù il ringraziamento a Dio Padre per i grandissimi benefici di cui vi ha fatto dono in questi trent’anni di esperienza carismatica in Italia e per l’immensa misericordia con la quale Gesù, il Figlio di Dio fedele e giusto rimette i nostri peccati (l Gv 1, 9).

[…] A distanza di trent’anni possiamo affermare non senza una profonda riconoscenza al Signore, che il Rinnovamento nello Spirito è stata una singolare realizzazione di quella audace speranza

profetica formulata dal Beato Giovanni XXIII quando, alla vigilia del Vaticano II, cosi pregava: “Rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste”, come pure delle parole

pronunciate da Paolo VI nell’udienza generale del 16 ottobre 1974: “Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia di carismi, per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa, capace di imporsi all’attenzione e allo stupore del mondo profano, del mondo laicizzante”.

Oggi, dopo trent’anni, assistiamo a un vero “risveglio spirituale” in seno alle Chiese e comunità ecclesiali. Siano rese grazie allo Spirito Santo!

[…] Questa sera, con rinnovata gioia, vi annuncio che lo Statuto, dopo il tempo ad experimentum, è stato approvato in forma definitiva da parte del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, proprio questa mattina, nella seduta conclusiva, mentre vi era fatto dono dell’udienza privata con il Santo Padre Giovanni Paolo II.

Sono lieto di questo passaggio, mentre auguro che si rinnovi in voi l’ardore e lo slancio creativo delle prime comunità cristiane, per il bene della Chiesa e della società civile della nostra Italia.

[…] Se la vostra vita cristiana continuerà a manifestare al mondo come è bello vivere da cittadini del cielo (Eb 13, 14), sarete tra quei piccoli ai quali il Signore rivela cose che rimangono nascoste ai dotti e ai sapienti.

Si realizzerà, allora, ai nostri occhi, quella Pentecoste che da Gerusalemme si è propagata nei secoli e di cui il tempo presente reclama con forza una nuova attuazione.

Lo Spirito del Signore continui a concedervi e ad accrescere in ciascuno di voi l’audacia di cui oggi abbiamo tutti bisogno per affrontare le difficoltà e anche le ostilità del mondo che si è distaccato da Dio, così da contribuire a rendere la nostra Chiesa sempre più bella, più pura, più credibile, più amante del suo Signore, più santa.

[…] Persistete anzitutto nella sincera sottomissione, gioiosa collaborazione e risposta entusiasta alle attese dei vostri Pastori. In modo particolare vi chiedo di essere sempre più sensibili ai desideri dei vostri Vescovi, assicurando la vostra fattiva presenza negli ambiti pastorali diocesani, in modo particolare sostenendo la causa dei giovani e della famiglia.

[…] Faccio inoltre appello alla vostra sincera volontà di comunione perché sappiate promuovere, come già avete iniziato a fare, un proficuo rapporto con le comunità carismatiche italiane che, a livello locale, attuano una loro scelta autonoma. Vi auguro che possiate consolidare un cammino sempre più fraterno e unitario, voluto dalle origini comuni che animano il Rinnovamento tutto.

[…] Motivo di speranza è anche il vostro dialogo cordiale con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità, che corrisponde al cammino indicato dal Santo Padre alla Pentecoste del l998.

[…] È degna di lode la vostra collaborazione alle Chiese povere, come avete iniziato a realizzare con entusiasmo verso la poverissima Chiesa Moldava: benedico il primo nucleo missionario che si accinge a raggiungere la diocesi di Chisinau per dar vita all’istituto catechistico e all’opera di evangelizzazione.

[…] siate fedeli allo Statuto che oggi, idealmente, vi riconsegno. Realizzatene con zelo le attese e le finalità, in piena libertà di spirito, come garanzia che vi dà la Chiesa attraverso la Conferenza dei Vescovi italiani.

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